Due litografie di Egon Schiele in dialogo con le fotografie di Gianmarco Scalici
Dal 9 al 14 maggio, al Malacarne Art Lab di Verona, arriva Schiele / Fiordalici, una mostra che mette in relazione due litografie di Egon Schiele con una selezione di fotografie di Gianmarco Scalici, in arte Fiordalici.
Il progetto nasce all’interno di Risguardi, rassegna dedicata al dialogo tra cinema e fotografia, curata da Stefano Zampini e Loris Righetto. Come spesso accade nel percorso della rassegna, non si tratta di un omaggio diretto, ma di un accostamento che si scopre nel fare: due linguaggi che, pur lontani nel tempo, condividono una stessa tensione verso il corpo e la sua esposizione.
Le litografie in mostra sono stampe autorizzate dagli eredi di Egon Schiele, realizzate negli anni ’90 nell’ambito di un progetto espositivo internazionale promosso dal Dorotheum Museum e presentato anche in Giappone. Il loro segno – essenziale, nervoso, mai pacificato – apre un campo di relazione con la ricerca fotografica di Scalici.
Gianmarco Scalici (1997), fotografo e musicista veronese, lavora su pellicola 35mm e concepisce la fotografia come uno spazio di incontro. Nei suoi ritratti l’immagine non è semplicemente costruita, ma nasce da una relazione: chi è davanti all’obiettivo non è mai solo osservato, ma partecipa.
Da qui emerge una tensione tra abbandono e messa in scena, tra ciò che si lascia vedere e ciò che si sceglie di mostrare. È in questo spazio che il dialogo con Schiele prende forma: non come citazione formale, ma come affinità di sguardo.

